Si torna a parlare di caro energia. L'aumento dei costi in bolletta è una realtà che sta nuovamente interessando famiglie ed imprese e che in questa prima parte del 2025 sta colpendo duramente soprattutto le aziende del comparto turistico.
Secondo l'Osservatorio Confcommercio Energia a gennaio 2025 le bollette elettriche per il settore terziario hanno segnato un aumento medio del 24% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e del 56,5% rispetto al 2019. Per quanto riguarda il gas, l’aumento si situa attorno ad un +27% rispetto al 2024 e ad un +90,4% rispetto al 2019. Il confronto con le altre principali economie europee è impietoso: dal 2019 al 2024, i prezzi dell’energia elettrica in Italia sono aumentati del 107%, mentre in Francia l’incremento è stato del 39% e in Spagna del 32%. In Germania, l’aumento è stato elevato, arrivando al 74%, dato che rimane comunque inferiore a quello registrato in Italia.
Le aziende più colpite, sommando i costi di energia elettrica e gas, sono gli alberghi di medie dimensioni che hanno visto aumentare la spesa mensile mediamente di circa 10.650 euro. Dietro gli alberghi si situano i grandi negozi (6.850 euro) e gli hotel di piccole dimensioni (6.130 euro). Per quanto riguarda i gestori di ristoranti e bar questi si vedono costretti ad affrontare costi mensili rispettivamente di 2.470 e 1.160 euro. Anche per i prossimi mesi le prospettive sono quelle di costi per le utenze particolarmente elevati.
Inevitabilmente Federalberghi e Confcommercio Caorle si sono interrogate sugli effetti deleteri che costi così elevati dell'energia hanno sulle aziende del turismo, sia per il comparto ricettivo che per i servizi ad esso collegati (commercio, ristorazione).
“E' evidente che questo pesantissimo onere ha influenzato ed influenzerà negativamente i bilanci dei gestori degli alberghi – commenta Chiara Visentin, Presidente di Federalberghi Caorle –. Siamo la categoria più vessata sotto questo profilo: tanti colleghi hanno cercato di adottare misure per ridurre i costi, riqualificando gli impianti e cercando di utilizzare macchinari sempre meno energivori, ma tutti questi sforzi vengono vanificati dall'evidente speculazione che è in atto sul mercato italiano. Il Governo dovrebbe attivarsi al più presto per verificare quanto sta succedendo. Non va dimenticato che questa esplosione dei costi, peraltro, rende difficile all'imprenditore poter investire ulteriormente sulla propria azienda, rischiando così di perdere competitività rispetto ai mercati esteri. Le imprese del turismo balneare italiano, nonostante le “zavorre” dell'altissima imposizione fiscale, dell'elevato costo del lavoro, di una burocrazia farraginosa, continuano a produrre PIL per il nostro Paese e generano ricchezza che viene redistribuita sul territorio. L'aumento esponenziale dei costi dell'energia rischia però di essere una sfida che, da soli, gli imprenditori non potranno vincere senza un adeguato sostegno da parte del Governo”.
“Confcommercio a livello nazionale ha sostenuto la necessità di intervenire sugli oneri di sistema che pesano per il 23% sulle bollette del settore terziario e sull'opportunità di disallineare i prezzi dell'elettricità da quelli del gas – prosegue Corrado Sandrin, Presidente di Confcommercio Caorle –. Siamo d'accordo con queste proposte. Penso inoltre che sia il momento per l'Italia di ripensare la propria politica energetica: la dipendenza dall'estero non è più sostenibile. Altro tema da tenere in considerazione è l'intervento statale contro la speculazione che sta interessando il mercato dell'energia in Italia: finora non è stato fatto abbastanza per ridurre la volatilità del mercato. Dal punto di vista locale, dovremmo puntare sull'attivazione di comunità energetiche”.