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Cultura & Spettacolo
“Il Segno che resta. Tra luoghi, memoria e comunità”: inaugurata a Gruaro la mostra dedicata a Graziano Moretto
27-08-2026 - Gruaro


Graziano Moretto, nato e cresciuto a Gruaro, è stato ed è tuttora una personalità molto apprezzata non solo come artista, ma anche come persona da sempre impegnata nella valorizzazione e nella crescita culturale della propria comunità. Venuto a mancare nel 2020, ha lasciato al suo territorio una preziosa eredità, tanto artistica quanto umana.

È a lui e alla sua arte che il Comune di Gruaro, attraverso il lavoro degli artisti Guido Fantuz, Dante Turchetto e Marinella Falcomer, dello storico assessore alla Cultura prof. Vincenzo Bortolussi e dell'arch. Marco Moretto, ha dedicato la mostra Il Segno che Resta – tra luoghi, memoria e comunità, coordinata da Dario Bigattin. Inaugurata lo scorso 22 agosto, l'esposizione animerà fino a domenica 6 settembre gli spazi della Scuola Secondaria di Gruaro, rientrando nel programma della 55^ edizione della Sagra della Rassa.

L'inaugurazione ha richiamato un pubblico numeroso, a testimonianza del legame che ancora oggi unisce la comunità all'artista e alla sua attività culturale. Durante l'incontro sono intervenuti il sindaco Giacomo Gasparotto, il coordinatore del progetto Dario Bigattin e Marco Moretto, figlio dell'artista, che, in rappresentanza della famiglia, ha donato al Comune il dipinto simbolo della mostra, “Sulle rive del Lemene”. Il quadro sarà conservato ed esposto negli spazi della sede municipale, entrando così a far parte del patrimonio della comunità. 
Moretto coltivava la passione per il disegno fin da giovane, affiancandola all'attività professionale di disegnatore e tecnico edile. Nel corso degli anni ha approfondito diverse tecniche artistiche, dalla pittura a olio all'incisione, dedicandosi in particolare all'acquaforte e all'acquatinta. Nelle sue opere il paesaggio occupa un posto centrale, non tanto come semplice rappresentazione della realtà, ma come luogo della memoria e delle emozioni. La ricerca dell'essenzialità, l'attenzione alla luce e al colore e la presenza ricorrente di elementi come la luna, le case illuminate nella notte e gli scorci del territorio caratterizzano una produzione profondamente personale.

Accanto all'attività artistica, fondamentale è il suo impegno per la comunità. Fin dagli anni Settanta ha collaborato con l'Amministrazione comunale e con il gruppo di lavoro dell'allora assessore alla Cultura Vincenzo Bortolussi, contribuendo alla nascita di diverse iniziative artistiche e culturali. Tra queste anche le esperienze legate a Stalis, dove arte, storia e natura si incontrano nella valorizzazione del territorio.

La mostra propone proprio attraverso le opere un viaggio nella sua ricerca artistica, seguendone le diverse fasi in un percorso prevalentemente cronologico. Oli su tela, incisioni, acqueforti, acquetinte, disegni e schizzi preparatori si alternano, permettendo di cogliere l'evoluzione del suo linguaggio e anche alcuni aspetti meno conosciuti della sua produzione. Sono infatti presenti anche lavori che Moretto aveva conservato per sé, testimonianza di ricerche e sperimentazioni rimaste a lungo lontane dallo sguardo del pubblico.

Ma Il Segno che Resta non vuole essere soltanto una mostra dedicata all'artista. Il progetto mette insieme la sua produzione artistica, il rapporto con il territorio e l'impegno profuso negli anni per la crescita culturale di Gruaro. Un lavoro reso possibile dalla collaborazione tra Comune, famiglia, artisti e persone che nel corso degli anni hanno condiviso con lui esperienze e iniziative culturali.

A completare il progetto è il catalogo della mostra, presentato sempre nell'ambito dell'inaugurazione e pensato per conservare e tramandare la memoria delle opere e della figura di Moretto. Un'eredità che, come suggerisce il titolo dell'esposizione, va oltre il segno lasciato sulle tele e sulle lastre: è il segno di una persona che attraverso l'arte e l'impegno civile ha contribuito a costruire una parte della storia culturale della propria comunità.

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