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La bella addormentata
26-01-2014: Balletto di Mosca La Classique

Il pubblico si è già accomodato sulle comode poltrone rosse per partecipare alla festa in onore della nascita di Aurora, la primogenita di re Floristano. Il sipario si apre su una ampia e sontuosa  sala piena di arazzi riccamente decorati. Il re e la regina avanzano lentamente sulla scena ed aprono le danze. Tutti gli abitanti del palazzo volteggiano sul palco mentre le note di Cajkovskij riempiono l’intera sala. La madre depone la piccola nella culla mentre i cortigiani fanno corona attorno a lei e la osservano ammirati. Con grazia e leggerezza, la Fata Dei Lillà, seguita dal corteo delle sue fedeli collaboratrici di bianco vestite, si china sulla neonata per offrirle la sua protezione. Ad un tratto la sala viene invasa da una coltre di fumo rosso. La perfida maga Carabosse fa il suo ingresso in scena coperta da un nero mantello ed in preda ad un cieco furore per non essere stata invitata. Altera ed imperiosa, fa qualche passo verso gli spettatori e svela il suo volto solcato dal ghigno della vendetta. Con violenza si fa spazio tra i presenti ammutoliti per avvicinarsi alla bambina, mentre la regina, impaurita, cerca, invano, di sottrarla al suo sguardo. Il destino di Aurora è ormai segnato: il giorno del suo sedicesimo compleanno la ragazza troverà la morte pungendosi con un fuso. Sgomento e costernazione calano nel palazzo insieme al velo della notte che avvolge il cielo con il manto del buio. Nessuno sa come opporsi a quel crudele ed ineluttabile sortilegio. Ma ecco che, proprio quando ogni speranza sembra perduta, le fate si stringono attorno alla culla per cercare di mutare l’infausta sorte di Aurora: ella non morirà ma cadrà in un sonno profondo lungo cent’anni fino a che il bacio di un principe non la risveglierà. Sedici anni passano in fretta ed Aurora, ormai donna, scende la grande scala del palazzo ed entra nel salone delle feste per ricevere gli omaggi dei pretendenti venuti dai quattro angoli del regno per chieder la sua mano. La fanciulla balla con ognuno di loro e a tutti concede il suo sguardo. Ad un tratto una vecchina le si avvicina. Ha tra le mani un fuso. Sembra debole e indifesa. Aurora le va incontro invitandola a partecipare al ricevimento. Incuriosita, tocca la punta di quello strano oggetto e cade a terra senza vita. La profezia si è compiuta. È ormai trascorso un secolo dall’incantesimo e, tra le verdeggianti ed amene colline che circondano il castello, il principe Desirèè è a caccia con la sua corte, accompagnato dal dolce suono di un flauto. All’improvviso, tra lo stupore degli astanti, il bosco scompare per lasciar spazio ad una luce azzurra. La Fata Dei Lillà si avvicina cautamente al principe e lo conduce dalla fanciulla. Lei è lì, immobile, distesa su un sofà di velluto rosso. Pare una statua di gesso oppure una bambola di porcellana irrigidita da quel sonno quasi eterno. Perdutamente innamorato, il Principe la bacia delicatamente sulle labbra. Come per magia, la vita ritorna mentre la musica esplode in tutta la sua potenza. Da un lungo scalone immerso nell’azzurro delle nuvole, scendono tutti i personaggi delle favole di Charles Perrault per rendere onore ai due giovani innamorati in una sfilata di pirouettes e passi complicati degni della vera danse d’ècole: Cappuccetto Rosso e il lupo, Cenerentola, il Principe Fortunè, l’Uccellino Blu, la Principessa Florine ed infine Il Gatto con gli Stivali e La Gatta Bianca che, con le loro scherzose scaramucce, divertono e commuovono l’intera platea. I due protagonisti giungono in scena per ultimi. Danzano prima singolarmente e poi in coppia separandosi e lasciandosi, incontrandosi ed unendosi nella gioiosa celebrazione dell’amore che culmina con un indimenticabile pas de deux. La principessa dal secolare riposo torna sulla scena teatrale con il Balletto di Mosca La Classique, una delle migliori compagnie di danza a livello europeo, che presenta uno dei balletti più amati di tutti i tempi. Uno spettacolo pieno di colori e poesia curatissimo nei costumi e nella scenografia sulla musica del grande compositore russo che dipinge, con delicata raffinatezza, i contorni di ogni personaggio.

Calliope
(Elena Toffoletto)

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