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GIULIETTA E ROMEO, L’AMORE CONTINUA…
20-04-2015: 31 marzo 2015- Teatro Russolo

Una curiosa danza di luci accoglie il pubblico in sala.  È l’unico seme di speranza che osa nascere in mezzo alle tenebre più oscure. Ma quella luminosa danza dura soltanto il tempo d’un gioco. E quando ogni piccolo lume scompare avvolto dal buio, il sipario lascia spazio alla morte e alla desolazione. Ormai sembra tutto finito per Giulietta. Giace lì, come morta, su un letto di specchi.  Capuleti e Montecchi, in lunghi abiti scuri, sfilano in corteo davanti al capezzale della giovane. Paride è sconvolto. Era sicuro, assolutamente sicuro che il suo amore per lei fosse ricambiato. Poi, quella sera, durante la loro festa di fidanzamento, lo sguardo della fanciulla incontra quello  di  Romeo. Ed è amore a prima vista. In quel preciso istante, tutte le certezze del giovane svaniscono. Tutto Paride avrebbe sopportato, ma non che la sua promessa sposa si innamorasse perdutamente di un Montecchi, suo acerrimo nemico. “Perché tutto questo? Perché…?!”  Mentre la sua mente è agitata  da passati ricordi, Romeo giunge trafelato da Mantova dopo aver appreso dell’improvvisa e tragica morte dell’amata.  I due si sfidano in un duello disperato e con un solo fendente, Romeo pone fine all’esistenza di Paride. Lascia cadere il pugnale e corre da Giulietta. Bacia le sue labbra. Accarezza il suo volto. Com’era bella! Il pallore della morte non aveva ancora rapito la sua bellezza. Con un gesto fulmineo, ingoia il  veleno contenuto in quella piccola fiala, desiderando ardentemente quella morte rapida e indolore, spesso invocata da chi è ormai troppo stanco di vivere. Bastano pochi secondi e quella pozione preparata ad arte da frate Lorenzo inizia a far effetto. I muscoli si atrofizzano, le forze lo abbandonano ed egli si accascia, senza alcun gemito, sul petto della sua segreta sposa. Un attimo dopo la ragazza si risveglia. Romeo è esanime accanto a lei. Poco più in là Paride,  disteso su un fianco, sembra chiederle perdono. Si alza, si guarda intorno mentre un  dolore lancinante sta divorando, lentamente l’intera  sua persona. Prende il pugnale di Romeo e, con decisione, conficca l’affilata lama dentro di sé fino al cuore. Cade a terra con un tonfo sordo. I familiari assistono impotenti al macabro spettacolo e, attoniti,  si stringono in un abbraccio di pace. La spirale d’odio che per secoli  li aveva divisi, si è finalmente spezzata. Ma a quale prezzo!  Le nostalgiche note d’un violino ed un amaro pianto danno l’ultimo saluto ai giovani amanti mentre i loro corpi vengono inghiottiti nel freddo utero dei sepolcri.  Il sole d’un nuovo giorno sorge su un rigoglioso giardino. Giulietta si sveglia. Sta ritta in piedi, su ciò che resta della sua tomba come risorta. Par di filigrana d’oro il suo vestito. Si  spoglia con fierezza tra le anime che popolano quel mondo senza tempo, svelando un delicato corpo di donna ancora pronto ad amare. È felice Giulietta, felice come non lo era stata mai. Corre a perdifiato ricercando il suo amato tra alberi dai tronchi nodosi che divengono, al suo passaggio, eleganti forme femminili. Anche Romeo la cerca in quel luogo che non ha luogo, danzando sinuoso tra tronchi d’uomo. Volteggia leggero tra le altre anime che gli fanno corona. Ma Giulietta non c’è, non è tra loro. Eccola giungere in abito bianco, con quell’inconfondibile farfalla azzurra tatuata sul collo accompagnata da quelle stesse note che  erano state la loro canzone  d’amore d’un tempo. Romeo si volta e prorompe in un grido di gioia: “È lei! È lei!” I due si guardano, si cercano, si lasciano e si ritrovano nella danza della vita che, per sempre, li ha ricongiunti. Ed ecco, che in quello stesso istante, il cielo s’apre sopra di loro, mentre un coro d’angeli canta le lodi di Dio ed altri beati in candide vesti spalancano le porte dell’Eterna Dimora. Venerdì 6 marzo 2015, alle ore 21.00, al Teatro Russolo, l’appassionato viaggio di Giulietta e Romeo ricomincia proprio là dove William Shakespeare l’aveva interrotto, grazie al genio coreografico di Cristiano Fagioli e Cristina Ledri al talento della RBR Dance Company, e alla versatilità musicale di Virginio Zoccatelli e Diego Todesco. Ed è un viaggio che muta in ritorno. Un ritorno alle origini dove la morte non esiste e l’amore umano, che tutto sa vincere, diviene l’unico vero specchio dell’eros divino.

Calliope
(Elena Toffoletto)

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