In tempi in cui le parole lanciano sempre più lo spazio alle armi e alla violenza è sempre importante scoprire la presenza di artisti che con la loro opera parlano di pace e dialogo.
Fa quindi particolarmente piacere rilevare che Shamira Minozzi il prossimo 29 ottobre esporrà un’opera dedicata a Maria ad Assisi, nella Porziuncola, all'interno della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli.
Sarà il Cardinale George Jacob Koovakad, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede, a presentare l'opera che raffigura Maria di Nazaret mentre emerge dalle acque del Mediterraneo, simbolo dell'incontro tra ebraismo, cristianesimo e islam. Tre colombe, composte dalla parola «pace» in ebraico, latino e arabo che esprimono il desiderio di fraternità tra le religioni. Un evento di straordinaria importanza dato che Shamira Minozzi è l’unica donna che abbia mai esposto in un luogo così sacro.
Dalla Porziuncola l’arte di Shamira Minozzi diventa quindi una preghiera visibile e un ponte tra le religioni, con l’auspicio che il Mediterraneo torni a essere luogo di incontro, accoglienza e pace.
L’iniziativa è prevista in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e del quarantesimo anniversario dello Spirito di Assisi.
Parteciperanno teologi cristiani, musulmani ed ebrei e rappresentanti di dodici santuari mariani internazionali.
Una copia dell’opera sarà destinata a ciascuno dei dodici santuari coinvolti, per diffondere nel mondo un messaggio di pace, dialogo e fraternità.
Shamira Minozzi, conosciuta da anni in Italia e all’Estero per le sue opere, ha iniziato come artista ispirata all'antico Egitto, invaghita della sua cultura e dei geroglifici. “Tutti i segni della scrittura geroglifica – ci spiega - sono delle immagini. Esse hanno sì, in quanto lettere alfabetiche, valore di suoni, ma conservando nettamente la loro forma precisa e definita, custodiscono il loro potere di immagine. In questo modo, anche se la maggior parte della gente che le osserva, nelle iscrizioni dei templi e delle tombe, non comprende il loro significato, rimane comunque affascinata dalla loro bellezza e avverte che dietro c'è qualcosa di più di un semplice disegno”.
Ed è proprio questo il sentimento provato dall’artista nei frequenti viaggi in Egitto, vedendo per la prima volta da vicino l'arte islamica. “Sono rimasta folgorata – continua Shamira Minozzi - dalla scrittura araba, anche se non riuscivo a leggerla perché non conoscevo l'arabo. Da quel momento, la Luce dell'Islam è diventata per me un'altra fonte ispiratrice. Dopo essere stata così colpita come artista dall'arte islamica, mi sono inoltrata nella cultura che stava dietro a tanta eleganza, poiché quest'arte esprime inequivocabilmente il significato del nome Islam. L'arte calligrafica invade i testi, i dipinti, le architetture, trascendendo la materia e portando in ogni luogo, in veste raffinatamente estetica, la parola di Dio. Ho avuto così modo di accostarmi alla Calligrafia islamica e ai suoi simboli che, per bellezza di linea, di curvatura e di significato, non hanno pari al mondo”.
Maurizio Conti
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