La grande dorsale ciclabile che unirà Venezia a Trieste entra nella sua fase decisiva e guarda con forza al Veneto Orientale. È quanto emerso il 17 marzo durante la Conferenza dei Sindaci riunita a Musile di Piave, dove l’assessore regionale ai Trasporti e Lavori Pubblici, Diego Ruzza, ha confermato l’obiettivo: completare l’opera entro maggio 2026.
La ciclovia, lunga 278 chilometri, di cui 116 in Veneto, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi della mobilità sostenibile regionale. Con un investimento che supera i 20,9 milioni di euro, il tracciato si inserisce nell’itinerario europeo EuroVelo 8, collegando idealmente il litorale veneto con il Mediterraneo, da Cadice fino a Cipro. Un’infrastruttura che, nel territorio del Veneto Orientale, assume un valore particolare: qui la rete ciclabile si intreccia con percorsi già consolidati come la Greenway del Sile, il GiraPiave e la direttrice verso la Treviso–Ostiglia, creando un sistema continuo che da Trieste potrà arrivare fino al Mantovano.
Tra i 22 Comuni coinvolti, Portogruaro si conferma uno snodo centrale: porta d’accesso tra costa ed entroterra, crocevia naturale tra le direttrici verso Concordia Sagittaria, San Michele al Tagliamento, Fossalta e Pramaggiore. Una posizione che può trasformarsi in un volano per il cicloturismo culturale, grazie al patrimonio storico della città e alla vicinanza con i percorsi fluviali del Lemene.
Ruzza ha ringraziato il Vegal, l’Agenzia di Sviluppo del Veneto Orientale, per il coordinamento dell’iniziativa, sottolineando come la Regione stia lavorando anche a un modello di gestione condivisa dell’infrastruttura: non solo manutenzione, ma anche promozione nazionale e internazionale.
«Il Veneto può contare su 550 chilometri di ciclovie nazionali e regionali – ha ricordato l’assessore – sostenuti da oltre 177 milioni di euro di investimenti. Un patrimonio che rafforza l’attrattività del territorio e sostiene la crescita del turismo green».
Per il Veneto Orientale, e in particolare per Portogruaro, la sfida ora è trasformare la ciclovia in un’opportunità concreta: più servizi, più accoglienza, più connessioni. Un’occasione per ripensare la mobilità e valorizzare un territorio che, tra storia, natura e paesaggi d’acqua, ha tutte le carte per diventare una delle capitali italiane del cicloturismo.
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