Questa sera il Portogruarese e i territori limitrofi si preparano a rinnovare una delle tradizioni più radicate dell’inverno veneto-friulano: casere, falò epifanici e pignarul che illuminano la notte della vigilia della Befana, tra riti propiziatori, comunità e convivialità.
Secondo il programma diffuso da Comune e parrocchie, in città e nelle frazioni sono previste numerose accensioni. Alla Chiesa di Santa Rita, a Portogruaro, il falò sarà acceso dopo la celebrazione serale, come momento conclusivo degli eventi natalizi.
Nelle frazioni non mancheranno le tradizionali casere: a Marina e Caomozzo l’accensione è prevista in serata, mentre a Pradipozzo, in via San Biagio, la casera sarà accompagnata da una lotteria di beneficenza. A Giussago, in via Rivago, e nella località Serrai Viola, la serata sarà animata da pinza, vin brulè e momenti comunitari.
La tradizione del fuoco non si ferma ai confini comunali. A Concordia Sagittaria, lungo il Lemene, tornerà la storica casera che richiama ogni anno centinaia di persone.
A Summaga, l’accensione è prevista attorno alle 20.30, mentre a Caorle la casera in piazza Matteotti sarà anticipata nel pomeriggio, verso le 17.30, con musica e l’arrivo della Befana.
Anche il Friuli rinnova i suoi riti: a Lignano Sabbiadoro è atteso il tradizionale Pignarul, con spettacolo di fuoco e accensione tra le 18.00 e le 18.30, uno degli appuntamenti più suggestivi della costa.
Tra riti antichi e comunità che si ritrovano attorno al fuoco, la notte del 5 gennaio si conferma uno dei momenti più identitari dell’inverno locale, capace di unire tradizione, folklore e partecipazione popolare.
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