Domenica 16 novembre il Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro apre il sipario sulla 16^ stagione teatrale, con uno spettacolo del cartellone Giovanissimi, dedicato ai bambini dai 3 anni in su e alle famiglie: alle ore 17.00 gli attori di Fondazione Aida saranno i protagonisti de “Il mago di Oz”, spettacolo tratto dal romanzo di L. Frank Baum per la regia di Pino Costalunga.
Un giorno, una bambina di nome Dorothy, che vive nel Kansas assieme agli zii e al suo cane Toto, viene scaraventata da un improvviso ciclone in un Regno incantato e popolato da strani personaggi. Senza nemmeno rendersene conto, atterra nel villaggio dei Succhialimoni: ometti bizzarri che, con il cuore colmo di gratitudine, la ringraziano per aver ucciso la malvagia Strega dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa. Quello che resta di lei sono delle scarpe d’argento che Dorothy indossa senza capire quali grandi poteri nascondano. Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla sia il Mago di Oz. Dorothy, quindi, altro non può fare che andare a cercare il Grande e Terribile Oz che si trova al centro di quel magico regno.
Lungo il cammino Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. Ognuno di loro pensa di avere un vuoto da colmare, come se mancasse loro qualcosa per essere ciò che desiderano, per questo hanno bisogno anche loro dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese. Durante il viaggio ognuno di loro affronterà le paure e gli ostacoli che si presenteranno lungo un percorso che li guiderà, poco a poco, alla scoperta di se stessi e della progressiva consapevolezza di possedere già ciò che cercano. Perché, per diventar grandi, ci vogliono cervello, cuore e... coraggio!
“Il viaggio che la nostra protagonista compie verso il paese di Oz”- afferma il regista Pino Costalunga- “non è solo un viaggio che parte dal Kansas per arrivare in un paese fantastico, ma è anche un viaggio nella Fantasia e con la Fantasia. Immaginate in scena quelle strane macchine che, in quel tempo in cui non c’erano né computer né altoparlanti, si usavano proprio in Teatro per riprodurre il suono. La bellissima macchina del vento, per esempio, una specie di mulino di legno che fruscia su una tela, o le macchine del tuono, lastre di lamiera appese a un cavalletto di legno. Immaginate che quelle macchine siano capaci, altresì, di far scoprire, un po’ alla volta luoghi diversi per dar vita a paesaggi magici e coloratissimi. Immaginate che i personaggi della storia escano, come per incanto, da vecchie corde attorcigliate o da vecchi bauli impolverati. Infine, immaginate che, in quel Teatro, tre attori inizino a giocar con quegli oggetti divenuti bellissimi pupazzi e con quelle macchine piene di suoni ed effetti magici e misteriosi.”
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