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Comunicati Stampa
Consiglio comunale sanità. PD: “Da Regione e Ulss4 nessun impegno e rinvii sui servizi mancanti nel Veneto orientale"
10-09-2021 - Portogruaro

Il Consiglio Comunale dedicato alla sanità, da un’opportunità importante si è trasformato in una carrellata di dati autoreferenziali.

Reticenza e nessun impegno sulle richieste dei consiglieri di opposizione ma anche di parte della maggioranza da parte del Direttore Generale ULSS 4, Filippi.

Nessuna disponibilità sul mantenimento dell’hospice di Portogruaro e San Donà; nessun piano e solo rinvio sulla costituzione dei posti di RSA e ospedale di comunità (posti promessi già dall’ex DG ULSS 4 Bramezza nel 2018 e mai realizzati); nessuna soluzione sulla medicina territoriale e sul problema dei medici di famiglia, esistente da almeno dieci anni; nessuna indicazione su come si investiranno i soldi del PNRR nel Veneto orientale e su cosa si realizzerà.

Anzi, dalle dichiarazioni dai vertici regionali al governo della sanità veneta e da quelli dell’ULLS 4, sembra che, al netto del Covid, vada tutto bene e che le persone vivano in un altro mondo.

NO, non è così, non va tutto bene non abbiamo le allucinazioni.

- Non è vero che la regione e l’ULSS non hanno competenza sulla chiusura dell’Hospice di Portogruaro
- Non è vero he le liste di attesa, se ci sono, sono dovute al Covid, perché sono anni che esistono per accedere alle visite specialistiche
- Non è vero che ora, post covid, si deve trovare una soluzione alle carenze di personale medico e infermieristico, il problema esiste da almeno dieci anni
- Non è vero che i disagi che i cittadini vivono sono lamentele non di competenza del sistema socio-sanitario

Le domande erano chiare:

- Quando e come riaprite l’Hospice?
- Come pensate di strutturare le case della comunità previste dal PNRR, se le case della salute istituite nel 2007 sono state un fallimento a causa della mancanza di una medicina territoriale strutturata?
- Come risolvete il problema della carenza di medici di famiglia e di infermieri esistente da almeno dieci anni e di competenza regionale?
- Come abbattete il problema delle liste di attesa sulle visite specialistiche?
- Quando e dove si realizzerà l’RSA a Portogruaro promessa da anni?
- Quando e dove si istituiranno i posti dell’ospedale di comunità dichiarati già nel 2018 dall’ULSS 4?
- Quali sono le garanzie che la regione e l’ULSS 4 offrono ai cittadini del Veneto orientale sull’istituzione dei servizi territoriali, di prossimità e sulla realizzazione di strutture intermedie efficienti?
- Saranno resi pubblici i dati dei monitoraggi in corso per definire come procedere agli investimenti previsti dal PNRR? I territori saranno coinvolti?
- I disagi dei cittadini quotidiani come pensate di risolverli?

“I cittadini attendono queste risposte. Quando e da chi le avranno? - si chiede il PD di Portogruaro che continua - Il Covid non può essere una scusa per tutto ciò che non funziona: è stato però un giudice imparziale di quanto le cose non funzionassero. Se il sistema socio sanitario Veneto ha retto non è grazie a Zaia e alla Lega, ma è solo grazie al fatto che è un modello collaborativo e integrato con le Asl territoriali e non è un ospedale-azienda e al lavoro di tutto il personale sanitario. Difficilmente in poche settimane si struttura un sistema se non c’era già prima. La verità, e lo diciamo da anni, è che in Veneto, basta fare riferimento agli utili cinque anni, sono stati tagliati molti posti letto al sistema ospedaliero pubblico e sono aumentati, invece, quelli del privato convenzionato. La definizione dei servizi territoriali è stata abbandonata: un sacco di personale è andato in pensione non è stato sostituito, si sono ridotti i primari delle funzioni territoriali, c’è stato un impoverimento generale, costante e silenzioso, dei dipartimenti di prevenzione; la medicina di gruppo integrata è stata accantonata, basti vedere l’ultimo piano sociosanitario regionale, dove si prevede anche di far gestire i pazienti anziani cronici complessi al privato convenzionato. Mistificare la realtà così è strumentalizzare e dare colore politico alla sanità, per giustificare sempre e comunque le scelte politiche leghiste. I dirigenti dell’ULSS devono prima di tutto rispondere ai cittadini.”

Partito Democratico
Circolo di Portogruaro

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