La pubblicazione sulla GU del Decreto Legge 130 che prevede l’obbligo per i genitori stranieri con figli a scuola di esprimersi in lingua italiana pena sanzione amministrativa ha trovato immediato riscontro da parte delle associazioni del Terzo Settore che organizzano corsi di Italiano per stranieri nel territorio del Veneto Orientale. Accogliere APS e Noi Migranti OdV hanno inviato una lettera, sottoscritta da altre 15 associazioni (numerose quelle degli immigrati) in cui si denuncia che gli strumenti che il Decreto indica come responsabili dell’insegnamento dell’Italiano nel territorio o sono totalmente inadeguati alle necessità (come è il caso di San Donà di Piave) oppure, peggio ancora, non esistono proprio (a Portogruaro).
“Una volta che si stabilisce un obbligo- sostengono le associazioni- si devono dare ai cittadini anche gli strumenti per adempierlo. Per noi, oltretutto, la possibilità di apprendere la lingua italiana deve essere anche un diritto e, come dice la Costituzione, si devono rimuovere gli ostacoli che impediscono di beneficiarne”.
Nel Veneto Orientale a fronte di una popolazione straniera (comunitari e non) che supera le 25.000 persone non vi è alcuna struttura pubblica questo servizio, salvo il CPIA di San Donà di Piave dotato di pochissimo personale. Tutto è affidato alla buona volontà di alcune associazioni del volontariato: oltre ad Accogliere e Noi Migranti, la Caritas di Torre di Mosto e di Ceggia e, a Jesolo, lo SPI Cgil Sile i cui corsi, lo scorso “anno scolastico”, sono stati frequentati da oltre 800 adulti stranieri.
“La conoscenza dell’Italiano – sottolineano i presidente Francesca Sandre e Roberto Soncin- è anche obbligatoria per ottenere la cittadinanza, rinnovare i permessi di soggiorno, partecipare ad attività formative di medio-alto livello e svolgere lavori qualificati. Dunque anche lo Stato deve fare la sua parte. Oltretutto i CPIA hanno anche il compito di preparare agli esami di Terza Media. Per questo abbiamo chiesto ai Sindaci di convocare un tavolo di lavoro con tutte le istituzioni pubbliche co-interessate: il territorio deve dotarsi – finalmente - di adeguati CPIA e di una rete di trasporto che permetta effettivamente la loro accessibilità”.
Associazione NoiMigranti Venezia Orientale
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