Domenica 8 marzo alle ore 17.00 nuovo appuntamento dedicato ai bambini e alle famiglie al Teatro Comunale Luigi Russolo: Silvano Antonelli, della Compagnia Teatrale Stilema, sarà protagonista di Piccoli Principi e Principesse, spettacolo liberamente ispirato al celebre romanzo di Antoine de Saint Exupery che getta luce sul rapporto tra adulto e bambino o, meglio, su quell’adulto che, inghiottito dal vortice della quotidianità, ha tradito o dimenticato i suoi sogni.
Un personaggio, che potrebbe ricordare un aviatore, viaggia sul suo piccolo aeroplano di carta. Solca i mari e i monti della vita fino a quando i suoi pensieri non si fanno troppo pesanti e l’aereo precipita in un luogo sperduto. Mentre lo sfortunato pilota cerca di ripararlo appare un ragazzino che gli chiede di disegnargli una rosa, quella che ha lasciato sul suo piccolo pianeta sperduto nell’universo. E se quell’ometto venuto da chissà dove gli stesse offrendo l’opportunità per riappropriarsi della propria infanzia? E se fosse proprio questa la chiave per riprendere il volo?
La pièce si configura come un’opera piena di leggerezza ma anche come un esempio di resilienza contro un mondo imprigionato in futili schematizzazioni che, poco per volta, finiscono per spegnere gli sprazzi di luce nascosti nella mente delle giovani generazioni. Così, quel foglio di carta pieno di progetti e invenzioni, diventa un inutile areoplanino che si rompe in mille pezzi, simboleggiando il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Ma ecco che, quel misterioso fanciullo, riconsegna la purezza dell’anima al disegno raccontando le sue esplorazioni tra mille pianeti popolati dai più disparati abitanti: il pianeta dell’arcobaleno; quello dei calzini di ogni tipo; quello della bambina piena di medaglie, o, ancora, quello del bimbo che vuole mangiare sempre pizza.
Silvano Antonelli - giocando con l’astrazione delle parole ed un percorso puntellato da innumerevoli oggetti simbolici - permette ai piccoli spettatori di ritrovare se stessi e il proprio immaginario, potendo, altresì, ridere di un altro sé in un luogo protetto attraverso un atto pervaso da libertà e consolazione permettendo, anche ai loro genitori, di riflettere sulla bellezza dell’infanzia nonché sulla necessità di proteggerla, accompagnarla e sostenerla.
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