Sala gremita lunedì 21 settembre alla Residenza Francescon di Portogruaro per il convegno dedicato alla demenza, inserito nel programma di iniziative organizzate dalla struttura insieme a Ulss4 e Associazione Il Filo delle Donne in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Alla tavola rotonda hanno partecipato circa un centinaio di persone, in un momento di confronto sulla patologia, che in Veneto coinvolge circa 70mila persone, e sulle difficoltà che riguardano non solo l'assistenza sanitaria e sociosanitaria, ma anche i caregiver, i familiari che si prendono cura delle persone affette da Alzheimer.
«Sono tre – commenta il direttore della Residenza Francescon, Daniele Dal Ben – le parole chiave su cui abbiamo voluto focalizzarci. La prima è caregiver, perché dietro ogni malato di demenza c'è un familiare: noi registriamo un costante aumento di richieste di aiuto e sostegno per gestire il proprio caro e per affrontare questa sfida della demenza. La seconda parola è rete. Serve oggi una rete nuova per far fronte a questa emergenza e che parte sicuramente dal sistema sanitario a cui si affianca il sistema sociosanitario, ma a cui ognuno di noi dovrebbe sentirsi chiamato. Da qui mi collego alla terza, ossia la comunità, nel sostegno ai malati e ai familiari affinché nessuno si senta più solo».
La necessità di fare sistema è stata sottolineata anche dal direttore dei servizi sociosanitari dell'Ulss4, Eddi Frezza: «In questo convegno – ha detto – emerge un aspetto fondamentale che è la rete, la comunità, il fatto che comunque istituzioni, associazioni e familiari si mettano insieme per parlare, per tenere viva quella che è la storia, la famiglia, la realtà che ruota intorno a queste persone. Persone che non devono essere dimenticate, persone che devono essere accompagnate nel loro percorso ed è fondamentale che anche i cargiver, ovvero coloro che si occupano di loro, abbiano un supporto».
Durante l'incontro è stato affrontato anche il tema della prevenzione e degli stili di vita. «Il consiglio più importante – analizza Luca Valentinis, direttore dell'unità operativa complessa di Neurologia dell'Ulss 4 – è quello di mantenere uno stile di vita attivo e questo vale sia a livello fisico, quindi attività come correre, camminare e semplicemente fare le scale, ma anche dal punto di vista cognitivo. Il cervello è un organo come gli altri e va allenato: leggere, tenersi attivi facendo partite a carte, giocando a scacchi o dama con gli amici. Questo ha anche una ripercussione dal punto di vista sociale. perché anche la socialità permette di rallentare la progressione dei disturbi o ancora meglio iniziando fin da giovani a ritardare l'esordio dei sintomi».
A rendere ancora più partecipato il convegno è stata la testimonianza di due caregiver, che hanno raccontato al pubblico la propria esperienza nella gestione della malattia di un familiare stretto.
Al termine dell'incontro è stata inaugurata la mostra “Fili di Memoria”, lungo il “Liston della Rsa”. L'esposizione documenta il lavoro che nei mesi ha coinvolto centinaia di volontarie e volontari nella realizzazione di 1.200 mattonelle viola lavorate all'uncinetto, utilizzando circa 400 gomitoli da 133 metri ciascuno. Una parte delle mattonelle è stata utilizzata per realizzare una quindicina di drappi, delle dimensioni di 80x110 centimetri, che hanno vestito, oltre alla Rsa, le colonne dell'ospedale di Portogruaro, della Casa di Comunità, le sedi di alcune associazioni, diversi negozi della città grazie alla collaborazione di Confcommercio e la sede universitaria di Infermieristica e Scienze dell'Educazione. Le forme all'uncinetto sono state realizzate nell'ambito del laboratorio artistico diffuso.
«A questo progetto – spiega Doretta Filippi, vicepresidente dell'Associazione Il Filo delle Donne – hanno lavorate diverse Associazioni che hanno operato nella realizzazione di queste mattonelle viola che unite assieme hanno composto dei drappi esposti in numerosi luoghi della città. E' stato un segnale positivo di una comunità attiva e attenta a questa problematica. La presa in carico delle persone con Alzheimer non è una questione privata ma che coinvolge tutti».
Alle attività hanno preso parte anche le anziane della Residenza e i loro familiari, con due ore e mezza di laboratorio ogni mercoledì pomeriggio da giugno a settembre. Hanno collaborato inoltre l'associazione “Il Filo delle Donne”, alcune associazioni firmatarie del Patto di Comunità per Portogruaro Comunità Amica della Persona Anziana (APAL, Centro di Ascolto - Caritas, F.I.D.A.P.A., Croce Rossa Italiana) e Filo d'Ancora di Caorle, per un totale di circa 200 persone coinvolte.

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