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Comunicati Stampa
Torre campanaria, le dichiarazioni di Marco Terenzi
07-08-2018 - Portogruaro

Nel corso della riunione della Commissione 5° tenutasi in data 11/07 us. la cui convocazione è stata richiesta  dalle opposizioni, si è parlato di Torre Civica Campanaria del Duomo di S.Andrea per ciò che riguarda il monitoraggio e la gestione del finanziamento di 4,2 milioni di euro che dovrà sostenere l’impegnativo intervento di restauro e di messa in sicurezza della struttura. Diversi sono i soggetti istituzionali interessati, a vario titolo, direttamente ed indirettamente, dall’intervento. In sintesi, comunque, le risorse sarebbero state assegnate dal MIBAC alla Soprintendenza che risulterebbe dunque il soggetto titolato all’intervento che pare intenda avvalersi della collaborazione del Comune e delle sue strutture per la realizzazione del progetto di messa in sicurezza, sancita da adeguata convenzione.
Notizia indubbiamente positiva e vera priorità di tutta la vicenda.

Ma nel corso della Commissione, con un riferimento anche nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale del 26/07 us., si è parlato anche della proprietà dell’immobile, soprattutto su iniziativa del Gruppo M5Stelle che ribadisce come si debba dar corso alle dichiarazioni ed agli atti dell’Amministrazione che assegna alla Parrocchia la proprietà dell’immobile. Il tema riporta anche a quale titolo le precedenti Amministrazioni si siano prese in carico gli interventi di monitoraggio manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza dell’immobile.

Ancora una volta il Gruppo M5Stelle non riesce a riconoscere la positività di un risultato raggiunto (il finanziamento a lungo cercato) che è frutto di un lavoro lungo e costante di più Amministrazioni, di studi e progetti condotti negli anni passati dai diversi specialisti incaricati dal comune e che per esso continuano ancora a prestare la loro preziosa collaborazione; dei rilievi, delle indagini e dei monitoraggi proseguiti negli anni, solo in esito ai quali si è potuto definire lo stato patologico del monumento e sulla base dei quali è stato possibile ottenere anche l’ultimo finanziamento del  MIBAC.

Crediamo sia buona politica e buona amministrazione riconoscere i meriti ed il senso di responsabilità di chi si è fatto carico di un problema anziché porsi in atteggiamento di critica continua alludendo ad improbabili e non ben precisati profili di illegittimità nelle attenzioni manifestate in passato dal Comune per questo straordinario bene. Attenzioni che, ricordiamo, ancor prima del finanziamento MIBAC, portarono ad ottenere il contributo della Regione Veneto ai sensi della Legge Regionale 15/2003 “Norme per la tutela e valorizzazione delle Città Murate del Veneto” a copertura dei costi del primo intervento fatto sulla torre, il restauro ed il consolidamento delle porzioni di paramento murario più basse che risultavano, dalle indagini effettuate, le più antiche e meno conservate.

Il gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme ribadisce ancora una volta a riguardo che la vera priorità è l’intervento di messa in sicurezza dell’immobile e che sullo stesso il Comune è legittimamente competente, coinvolto e interessato.

Sulla proprietà la questione è complessa perché riguarda un bene che affonda le sue radici forse ancor prima del XII secolo e bene avevano fatto la precedente Amministrazione e la Parrocchia di S.Andrea a gestire lo “status quo” mediante adeguata convenzione finalizzata, appunto, a gestire in modo condiviso il percorso di messa in sicurezza.

L’Amministrazione Senatore ha inteso, invece, fare diversamente affermando, con dichiarazioni ed ordinanze, la piena responsabilità della Parrocchia ritenuta proprietaria a tutti gli effetti dell’immobile. Tuttavia come abbiamo argomentato nel corso del Consiglio Comunale straordinario del 29 dicembre 2016, sono diversi gli atti che attestano la proprietà della Torre civica in capo al Comune e diversi anche gli storici che l’hanno sostenutoIl documento del 27 maggio 1963, ad esempio, a firma del Soprintendente arch. M. Guiotto attesta in maniera inequivocabile la proprietà del campanile in capo al Comune con tutti i conseguenti vincoli ed obblighi. Ricordiamo che tale documento è entrato nella pratica del restauro eseguito dal Comune nel 1962/63, finanziato in parte con mutuo della Cassa di Risparmio di Venezia ed in parte con contributo dello Stato.

L'intervento del Comune, apprezzato da tutti, Parrocchia compresa, era fatto nella consapevolezza che fosse un obbligo del proprietario oltre che una necessità per la salvaguardia di un bene storico artistico pubblico e per la sicurezza dei cittadini.
Nel 1984 viene firmato il nuovo Concordato che prevede l'istituzione del nuovo Ente Ecclesiastico denominato Parrocchia. Con il riconoscimento giuridico delle Parrocchie viene ad esse conferita la facoltà di iscrivere a catasto comunale i beni immobili di proprietà. Così è probabile che la Curia abbia fatto non solo per il Duomo ma anche per la Torre Civica del Duomo di S.Andrea, presumendo che la proprietà fosse in capo alla Parrocchia nonostante in precedenza, lo stesso Mons. Arrigo Sedran, Arciprete e per più di 30 anni parroco della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, profondo e stimato conoscitore di storia locale dichiarava nei suoi scritti il campanile “torre civica”.

Un immobile che nel contempo è un bene monumentale, simbolo della Città, iscritto in capo al Comune presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Venezia, ed ancora iscritto nell’inventario del Comune dei beni immobili di proprietà. Da ciò se ne deduce, a maggior ragione, come la trascrizione della Torre nel catasto edilizio urbano, in nome della Parrocchia, non ne provi la proprietà in capo a quest’ultima.

Un bene che il Comune di Portogruaro tratta e considera come torre civica da tempo immemorabile e per il quale ha sempre sostenuto, nell’ottocento come nel novecento, per intero le spese, sia che si trattasse della manutenzione ordinaria, straordinaria o del suo rifacimento, ivi compresa la quasi completa ricostruzione con sopraelevazione fatta dall’ing. Bon nell’ottocento sopra la parte più antica della torre. Un bene sul quale, tra l’altro e al di là di tutto, sono comunque chiaramente rinvenibili interessi civili e laici, legati alla monumentalità dello stesso, al fatto che sia l’emblema della città e campeggi da secoli nel suo stemma, che da sempre scandisca il tempo a favore della comunità avendo avuto per essa anche funzioni di protezione civile.

Ne consegue che tutti gli atti amministrativi e le azioni che le Amministrazioni comunali hanno messo in atto in questi decenni a tutela della Torre Civica e funzionali tra l’altro all’ottenimento dei contributi sopracitati, non solo erano legittimi, ma anche obbligati in forza di legge. Oggi, che l’assegnazione del contributo statale di 4,2 milioni gestiti dalla Soprintendenza può consentire di affrontare per intero i problemi statici, di messa in sicurezza e di restauro del campanile crediamo che l’Amministrazione comunale abbia il dovere di fare la sua parte per addivenire alla messa in sicurezza dell’immobile stesso.

f.to Marco TERENZI
Capogruppo Gruppo Consiliare
Centrosinistra Più Avanti Insieme  
 

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